Era una notte buia e tempestosa... di Francesca Serafini

Era una notte buia e tempestosa…

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Era una notte buia e tempestosa... di Francesca Serafini

Era una notte buia e tempestosa…

No, non abbiate paura, non è l’incipit che ho in mente per un libro. 🙂

Mi piaceva cominciare a raccontarvi la mia storia usando qualcosa di vecchio, come portafortuna. Dovrebbe essere anche azzurro, però, mi dicono; e va bene allora il testo sarà azzurro. (Chiedo perdono in anticipo per i gradi di vista persi a chi leggerà).

Scrivo da sempre: note, piccoli pensieri sparsi, frasi senza senso random, racconti, immagini nette e precise che appaiono nella mia mente e mi piace descrivere, storie un po’ più lunghe. Ora un romanzo.

Non chiedetemi come sia successo, ancora devo bene metabolizzare tutto quello che è accaduto, posso solo raccontarvi la verità.

Più o meno in questi stessi giorni un anno fa, avevo appena terminato di leggere un romanzo rosa, nel formato ebook, ed ero sempre qui, davanti a questo schermo, inorridita e piuttosto arrabbiata per la scarsissima qualità dell’opera. Potevo fare di meglio? Non ho saputo rispondere ma…

In me è scattata una molla: il mio romanzo, il mio tesssoro, era terminato.

Perché non provare a inviarlo a un editore?

Un momento dopo eccomi a setacciare tutto il web a caccia di case editrici e informazioni su di loro, commenti di chi le conosceva o aveva già pubblicato un libro.

Onestamente, ho escluso a priori quelle che richiedono ancora il manoscritto di carta da spedire, troppo costoso e antidiluviano.

L’auto-pubblicazione? Interessante opportunità da sperimentare. Ma alla fine… desideravo il parere di un esperto, qualcuno che mi dicesse: «Brava scrivi bene», oppure, «Ci dispiace ma il tuo testo non rispecchia la nostra linea editoriale e non pensiamo possa essere pubblicato ecc. ».

Chi desidera scrivere deve avere l’umiltà di ascoltare chi ha più esperienza ed essere pronto a capire le critiche, secondo me.

Un po’ spaventata, ho letto tantissimi pareri di scrittori o autori e, scoperto, che avere una risposta da una casa editrice è visto come la famosa pentola d’oro alla fine dell’arcobaleno: impossibile da ottenere.

Sono testarda e determinata quando mi metto in testa qualcosa, quindi ho continuato nelle mie ricerche.

Le successive che ho scartato sono tutte quelle a pagamento. (Se devo pagare loro meglio autopubblicare un libro: è lo stesso e non si paga).

A questo punto ne avevo ancora un bel numero a disposizione, come scegliere? Mandare un file del testo a tutte?

Ho approfondito per ciascuna la linea editoriale per capire se potessero essere interessate al mio testo, eliminando quelle che pubblicano solo autori stranieri, fantasy , saggistica o generi diversi da quello del mio testo, e via dicendo.

Finalmente avevo trovato la mia rosa di case editrici candidate a ricevere il risultato delle mie fatiche.

Ne ho scelto tre, il numero perfetto e, prima che mi passasse l’impulso ho messo insieme una stringata lettera di presentazione e aggiunto il mio testo all’email.

Inviate le tre email, sono andata a dormire e me ne sono dimenticata.

A fine agosto nella casella email un messaggio intestato: “Dalla redazione di…”.

L’ansia.

Dopo un bicchiere d’acqua, apro il messaggio scoprendo che la seconda casa editrice a cui avevo inviato il testo, lo trova interessante.

Per fortuna era seduta… perché il sogno di tutta la mia vita si stava avverando.

F.


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